martedì 26 luglio 2011

Il popolo del web può

Finanziare piccoli e grandi progetti grazie alla generosità e alla saggezza delle persone che navigano su Internet.

Hai un progetto chiuso nel cassetto perché ti mancano i soldi? Puoi pensare di raccoglierli sul web rivolgendoti direttamente a chi frequenta le rete. È il crowdfunding, un sistema che, ispirato ai principi del crowdsourcing, affida le sorti di un'attività, quella della raccolta fondi, alle decisioni e all'atteggiamento collaborativo o cooperativo della "folla".

Con questo sistema si salta l'intermediazione con un soggetto o ente specializzato nel fornire credito (banca, istituti finanziari ecc.) per attingere denaro dai singoli senza ulteriori passaggi.

Così facendo il rischio d'impresa si trasferisce sui consumatori che finanziano un'iniziativa, descritta nei suoi aspetti essenziali su Internet, a loro giudizio considerata meritevole di sostegno. Per di più, in questa maniera il processo di disintermediazione, favorito da Internet, si estende ad un'altra sfera aggiungendo il tassello creditizio.

Lo sviluppo del fenomeno del crowdfunding riguarda vari settori, dalla musica al giornalismo.

È noto nel campo dell'industria musicale il caso di Sellaband che utilizza questo modello di finanziamento da diversi anni. Sul sito i fan di una band possono versare piccole somme per consentire al gruppo di registrare le canzoni in uno studio professionale. Una volta prodotto l'album dei propri beniamini gli utenti ne ottengono in cambio una copia a fronte del loro minimo investimento.

Nel giornalismo ci sono iniziative simili come Spot.us o, in Italia, YouCapital. Per il cinema troviamo movieScope, IndieGoGo, CineCrowd, e CinemaShares in cui le persone che investono ricevono gratuitamente un dvd del film prodotto col loro contributo.

La piattaforma Kickstarter rappresenta invece un collettore che permette di sovvenzionare decine di progetti dando un'opportunità di realizzazione ai più creativi nei più svariati campi, dall'arte alla tecnologia, dall'alimentare all'editoria. Grazie al crowdfunding, Diaspora, il social network anti-Facebook, ha potuto esordire sulla rete. I fondatori - Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy - partiti con un capitale iniziale di 10.000 dollari sono riusciti ad arrivare alla cospicua cifra di 200.000 dollari sfruttando proprio Kickstarter.

Anche in Italia Alberto Falossi ha creato nel 2009 Kapipal.com un sito che consente di racimolare denaro senza limitazione di settore e finalità. Chiunque può crearsi una propria pagina per raggiungere il suo obiettivo. Imprenditori ma anche individui che magari intendono soltanto avere un modesto contributo per una lista nozze. Una specie di personal crowdfunding insomma che ha come retroterra l'azione solidale di un network di "amici" il cui ruolo nell'economia della propria esistenza individuale viene esaltato e teorizzato nel kapipalist manifesto, redatto dallo stesso autore della piattaforma.





venerdì 22 luglio 2011

Gli esempi più famosi del crowdfunding internazionale e non solo

Le piccole grandi idee italiane senza portafoglio possono iniziare a saltare fuori dai cassetti: sta arrivando nel nostro Paese una nuova piattaforma per il crowdfunding, ovvero la raccolta del capitale iniziale per dare vita a un progetto che il pubblico ritiene valga la pena veder decollare. I sostenitori possono versare da pochi euro (ne bastano due) fino a investimenti copiosi, e chi presenta la sua idea ha tempo un mese per raggiungere l'obiettivo che si era prefissato. C'è, per esempio, il giovane regista che ha bisogno di 40mila euro per girare un cortometraggio con cui farà il tour dei festival del mondo e che ha addirittura promesso un ruolo da protagonista nella sceneggiatura di chi sovvenzionerà un quarto del totale. Senza arrivare così in alto con le cifre richieste, tra i primi progetti ce ne è uno legato al design che chiede solo cinquemila euro, e altri che arrivano da tutta Italia (incluse idee dalla Sardegna e dalla Sicilia) e da ogni settore, anche se ad andare forte tra le richieste sono soprattutto la tecnologia, il fronte sociale, il cibo, la moda, il design, l'arte e la cultura.
BANCO DI PROVA - Basta poco per far fiorire un'idea, e il crowdfunding può aiutare nell'intento: anche il fondatore stesso di Eppela Nicola Lencioni, mentre seleziona i primi 50 progetti italiani da inserire sul suo portale di crowdfunding a partire dal prossimo 3 giugno, si è messo «in vendita» da solo. Oltre a un capitale iniziale con cui la società è partita, cerca di raccogliere altri dodicimila euro per portare avanti il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori. A oggi ha raccolto quasi la metà della cifra, e ha ancora 11 giorni per arrivare all'obiettivo. Accanto alla sua offerta, altri 50 progetti compariranno online la prossima settimana, pronti a ricevere fondi.
OBIETTIVO RAGGIUNTO – Per chi riuscirà nell'intento e arriverà a tempo a raccogliere la cifra di cui ha bisogno, o addirittura racimolerà maggior capitale, la strada è spianata. Riceverà da Eppela i soldi, a parte la trattenuta del 5 per cento che resta in mano al portale. Chi non riesce invece, potrà sempre riprovare. In questo caso le offerte verranno restituite ai donatori e l'ideatore del progetto avrà tutto il tempo per pensare a cosa non ha funzionato. Perché la raccolta di fondi è solo uno dei tasselli per la riuscita, che va accompagnata – oltre alla validità dell'idea stessa - alla promozione online e a una buona presentazione. In questo senso un'idea che si appoggi a un sistema di micro-pagamenti come il crowdfunding deve saper usare il marketing virale, e sfruttare la scia dei social network. Per il "dopo", invece, sarà il mercato a decidere. Non a caso, chi lancia un progetto in questi portali ha spesso una prima occupazione, e usa la Rete per provare a mettere in pratica un sogno nel cassetto.
CROWDFUNDING FAMOSI – Mentre in Italia si parla molto di crowdfunding ma gli esempi sono ancora pochi (uno dei più interessanti, lanciato lo scorso anno, è quello di YouCapital.it per giornalisti con inchieste senza finanziamenti, voluto dall'Associazione Pulitzer), nel resto del mondo esiste almeno una piattaforma per ogni settore. Il più noto ai geek americani è Kickstarter (tra gli ultimi finanziamenti famosi vanta quello all'anti-Facebook Diaspora, dove anche Zuckerberg decise di investire facendo la sua offerta sul portale): nato nel 2009, in un anno aveva già raccolto oltre 15 milioni di dollari. In ordine temporale, uno degli ultimi nati è l'americano USA Projects, focalizzato sul settore culturale (arte, musica, danza, cinema, architettura) che in poche settimane ha raccolto donazioni per oltre un milione di dollari.

Fonte: Corriere della sera





giovedì 21 luglio 2011

Il Crowdfunding e la voglia di innovazione!

Crowd funding' (o crowdfunding) descrive un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare gli sforzi di persone ed organizzazioni.
Ossia questo fantastico busness aiuta tutte quelle persone che hanno un progetto quindi un idea creativa ma non i fondi per realizzarlo, cosi si rivolgono a questo genere di siti chiedendo delle microdonazioni ad una comunity internazionale che valuterà la fattibilità dello stesso. Ma il donatore cosa ci guadagna in tutto questo buonismo? Semplice il progettista ha l'obbligo di proporre delle ricompense strettamente attinenti al progetto presentato per ripagare tutti  quei donatori che hanno gli hanno dato fiducia. Questo sitema sta riscuotendo un enorme successo negli Stati Uniti dove ogni giorno in siti come Kickstarter vengono pubblicati migliaia di progetti creativi in attessa di essere finanziati e magari sfondare con una semplice idea. Anche personaggi illustri si sono rivolti al crowdfunding per farsi finanziare in ambito politico, in questo caso stiamo parlando del presidente degli Usa che si è fatto finanziare un'intera campagna elettorale dai propri elettori. Dopo questi esempi intrecciati a spiegazioni approssimative arriviamo a noi...sono un ragazzo di 22 anni che vorrebbe aprire un sito simile in Italia ma che riguardi solo ed esclusivamente la Musica, quindi gli artisti italiani tutti, ma pensate un pò mi mancano i fondi....Questo genere di busness per l'Italia e le difficoltà degli italiani nelle microdonazioni quindi nei pagamenti in rete in generale, è pura innovazione e le innovazioni si sà non godono di credibilità soprattutto in un Paese come il nostro che grazie all'incapacità  dei nostri politici sta decadendo miserabilmente. Quindi amici io vorrei iniziare proprio cosi per la realizzazione del mio sogno..... grazie alle vostre microdonazoni che serviranno a dare il benvenuto a Zulonia il primo sito di crowdfunding italiano interamente dedicato agli artisti italiani.